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Cavallo: caratteristiche, evoluzione e comportamento – Turismo a cavallo
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Cavallo: caratteristiche, evoluzione e comportamento

Cavallo: caratteristiche, evoluzione e comportamento

Il cavallo è un mammifero erbivoro appartenente all’ordine dei perissodattili e alla famiglia degli equidi. Il suo nome deriva dal termine tardo latino caballus, utilizzato per il cavallo da lavoro, mentre successivamente fu sostituito dal termine equus, dal quale deriva la nostra “equitazione”. Vi è un legame anche con la parola greca hippos, dalla quale deriva il nostro termine “ippico” e tutte le sue declinazioni.
Tutte le forme di cavallo, selvatiche o domestiche, fanno parte di un’unica specie, l’Equus caballus.

Caratteristiche del cavallo

Il cavallo ha un aspetto armonioso ed elegante, muso piuttosto triangolare, orecchie piccole, mantello folto e lucente, variamente colorato, che forma una criniera sulla nuca e sul collo, coda coperta di lunghi crini sino alla base. Le quattro zampe allungate (e più o meno sottili a seconda delle razze) terminano con robusti zoccoli in corrispondenza del terzo dito (il medio) mentre delle altre dita rimangono solo tracce.

Il cavallo maschio, detto stallone, possiede 40 denti: 12 incisivi, 4 canini (chiamati scaglioni), 12 premolari e 12 molari, mentre le femmine, dette giumente, di solito non hanno i canini. Gli incisivi e i canini sono separati dai premolari e dai molari da un ampio spazio, detto barra. In base all’eruzione, all’usura e al cambiamento di forma dei denti si può determinare l’età dell’animale.

Le giumente hanno un periodo di gestazione di 11 mesi. Una volta nato, il puledro (il piccolo del cavallo), deve presto mettersi in piedi e inziare presto a correre.

Raggiunti i 5 anni di vita il cavallo viene considerato adulto ed ha un prospettiva di vita media di 25 – 30 anni. Fatta eccezione per Old Billy, un cavallo del XIX secolo morto all’età di 62 anni.

Il sesso e l’età distinguono il cavallo in:

  • puledro: se ha meno di un anno di vita
  • vannino: tra i due e i tre anni di vita
  • colt: maschio sotto i quattro anni
  • filly: femina sotto i quattro anni
  • giumenta: cavalla adulta
  • stallone: cavallo maschio adulto
  • castrone: cavallo maschio adulto castrato

Il cavallo è erbivoro, si nutre di alimenti vegetali. Rispetto alla sua mole possiede uno stomaco relativamente piccolo (circa come quello delle pecore), perciò mangia poco cibo a frequenti intervalli. L’intestino è invece molto voluminoso, e qui le fibre vegetali e la cellulosa fermentano per opera di particolari batteri e vengono digerite.

L’unica bevanda adatta agli equini è l’acqua, purché non contenga impurità e non abbia una temperatura elevata o troppo bassa.

I cavalli si distinguono in razze, che vengono selezionate in base al temperamento e alla corporatura. La corporatura distingue tre diversi gruppi: il brachimorfo, che raggruppa i cavalli da tiro (Shire, Vladmir, Gypsu Vanner ecc…), il dolicomorfo, che raggruppa le razze leggere da sella (purosangue inglese, arabo, trottatori ecc…) e il mesomorfo, che raggruppa le razze da sella (inglese e americana, Quarter Horse, ecc…).

Dove vive

Oggi il cavallo vive in tutti i continenti e in alcune culture ha un ruolo da protagonista tra gli animali domestici (come nei paesi di cultura anglosassone). La sua presenza diffusa è legata proprio alla relazione con l’uomo e al suo addomesticamento. Vi sono, però, ancora piccole e rare eccezioni di cavalli selvatici sparsi per il mondo, cavalli che hanno mantenuto nei secoli la loro “indipendenza” dall’uomo, come il Tarpan, che vive nella Russia meridionale, e il cavallo di Przevalskij che si trova in piccoli gruppi in Mongolia.

La tutela e il ritorno alla presenza di cavalli in libertà è particolarmente sentita in tutte le nazioni e ogni territorio ha enti o soggetti preposti nati al fine di tutelare i cavalli in libertà.

In Europa vi è un progetto ad hoc realizzato all’interno della campagna Rewild Europe, che presentiamo all’interno dell’articolo “Cavalli selvaggi in Europa”.

Gli equidi selvatici hanno invece una distribuzione geografica piuttosto ampia: attualmente sono diffusi in Africa (asini e zebre) e in Asia (cavalli selvatici e onagri). Mancano in America, ove sembra che i cavalli allo stato selvatico siano in realtà discendenti di individui originari dell’Europa e importati nel continente americano dai primi Europei.

Tutte le forme di equidi attuali sono tipiche di ambienti più o meno secchi, spesso aridi, come praterie, savane, steppe, ecc.

Il cavallo è un animale nobile, forte e intelligente ed è sempre stato presente nella storia dell’uomo.

Il cavallo nella mitologia

Da sempre al cavallo fu attribuito un ruolo particolare di carattere religioso. Nelle opere d’arte paleolitica (incisioni, graffiti e dipinti sulle pareti delle caverne) sono spesso raffigurati cavalli, e per questo si pensa che tale animale fosse anche considerato divino, e fosse oggetto di culto. Certo il valore sacro del cavallo è stato ricordato da numerose tradizioni mitologiche e religiose. Pensiamo anche soltanto alla Grecia antica: là il cavallo fu a lungo considerato l’animale che conduce all’aldilà. Durante il periodo miceneo, al quale risale la guerra di troia, si seppellivano talvolta due cavalli di fianco al sentiero che portava alla tomba. Lo stesso Cavallo di Troiarappresenta forse un simbolo del passaggio dei mortali nell’aldilà; anche il cavallo alato della mitologia greca, Pegaso, ha probabilmente lo stesso significato.

Queste tradizioni si trovano anche presso gli antichi Germani. Ricordiamo in particolare la leggenda germanica di teodorico, re degli Ostrogoti, che alla fine della sua vita, mentre sedeva a tavola nel suo palazzo di ravenna, vide giungere un bellissimo cavallo nero: era il cavallo di Odino (il re degli dei, secondo la religione dei germani), il quale lo portò in cielo, nel palazzo degli dei, il Walhalla.

 

 

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