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Parco Nazionale dei Castelli Romani – Turismo a cavallo
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Parco Nazionale dei Castelli Romani

Questo parco regionale di interesse naturalistico e artistico si estende nell’area dell’antico Vulcano Laziale. Molti dei comuni dei Castelli Romani condividono aree protette del parco, tra cui spicca Nemi, il cui territorio ricade per intero entro la sua delimitazione. Di interesse particolare sono il sito archeologico di Tuscolo, come anche le numerose ville tuscolane. Del parco fanno parte anche il lago Albano (detto anche impropriamento lago di Castel Gandolfo) e il lago di Nemi.

Il paesaggio del Parco è caratterizzato da un articolato mosaico di aree boscate, rilievi collinari con pascoli, vigneti e oliveti, conche lacustri (Lago Albano e Lago di Nemi), aree urbanizzate, centri storici e aree archeologiche.
In passato, nel territorio potevano essere riconosciute distintamente diverse fasce vegetazionali tipiche dell’Italia centrale distribuite sul territorio in senso altitudinale. Infatti sul fertile terreno vulcanico, con un clima particolarmente mite e relativamente umido, si originarono grandi foreste miste di faggi, querce, tigli, aceri, carpini, frassini, lauri, noccioli e numerose altre specie legnose, che sino al XVI secolo coprirono parte dei rilievi. Nelle zone più calde e asciutte, generalmente su versanti esposti a sud, vi erano comunità dominate da piante sempreverdi (leccio e sughera), mentre nelle zone più fresche ed umide si estendevano comunità formate da latifoglie mesofile (boschi misti) e da faggete (nelle aree più in quota).
Nell’ambito di ciascuna fascia vegetazionale si è assistito nel corso del tempo al prevalere delle specie coltivate sulla vegetazione naturale: le leccete e i boschi di roverella sono stati sostituiti dai vigneti ed oliveti, mentre, ad altitudini superiori, il bosco misto di latifoglie decidue e la faggeta sono stati convertiti in castagneti cedui. L’introduzione della coltivazione del castagno e lo sviluppo della viticoltura e dell’olivicoltura, congiuntamente all’incremento della pastorizia, determinarono la messa a coltura di nuove terre attraverso l’espianto delle foreste originarie, al punto tale che oggi quest’ultime sono rappresentate solo da piccoli lembi boschivi residuali (il Cerquone, il Bosco dei  Cappuccini, il Parco Chigi, il bosco del Ferentano, il parco Colonna, le coste dei laghi Albano e Nemi, le sommità di Monte Cavo e del Maschio d’Ariano, la Macchia dello Sterparo e la Selva Rustica).

I maneggi nel parco nazionale:

A cavallo nel Parco Regionale dei Castelli Romani

 


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