+39 02 871 773 70   SOLO per clienti ISCRITTI
Lunedì-Venerdì 10:00 - 18:00 | NO Sabato-Domenica

Top
A cavallo nel Salento con degustazione dei prodotti di masseria – Turismo a cavallo
fade
20004
tour-item-template-default,single,single-tour-item,postid-20004,theme-voyagewp,mkd-core-1.2.1,mkdf-social-login-1.3,mkdf-tours-1.4.1,woocommerce-no-js,voyage-ver-1.10,mkdf-smooth-scroll,mkdf-smooth-page-transitions,mkdf-ajax,mkdf-grid-1300,mkdf-blog-installed,mkdf-breadcrumbs-area-enabled,mkdf-header-standard,mkdf-sticky-header-on-scroll-up,mkdf-default-mobile-header,mkdf-sticky-up-mobile-header,mkdf-dropdown-slide-from-top,mkdf-fullscreen-search,mkdf-search-fade,mkdf-side-area-uncovered-from-content,mkdf-medium-title-text,wpb-js-composer js-comp-ver-6.2.0,vc_responsive
Turismo a cavallo / A cavallo nel Salento con degustazione dei prodotti di masseria

A cavallo nel Salento SCEGLI LA TUA ESPERIENZA

A cavallo nel Salento con degustazione dei prodotti di masseria

€300

A persona

Si parte dalla Masseria, dopo aver fatto colazione con i prodotti locali:  miele, yogurt, frutta secca, pane e “pizzi”, formaggi e un buon caffè. Si attraversa un vero e proprio “museo diffuso”, ricco di testimonianze della vita campestre, quali masserie fortificate, cripte, neviere, sentieri di campagna, torri colombaie, pozzi, “silos”

Si parte dalla Masseria, dopo aver fatto colazione con i prodotti locali:  miele, yogurt, frutta secca, pane e “pizzi”, formaggi e un buon caffè. Si attraversa un vero e proprio “museo diffuso”, ricco di testimonianze della vita campestre, quali masserie fortificate, cripte, neviere, sentieri di campagna, torri colombaie, pozzi, “silos” (fosse granarie), pietre di confine risalenti al ‘700  inglobate nei muri a secco che delimitano i tratturi. Questi in alcuni tratti coincidono con le centuriazioni romane (divisioni agrarie di età romana). Lungo il percorso è frequente incontrare greggi ma anche animali selvatici tra cui volpi, ricci, ramarri e, in inverno la meravigliosa Aquila minore, un rapace maestoso che dall’Europa del nord viene qui a svernare.

Tutto il percorso è avvolto da una densa e varia vegetazione spontanea che va dalla macchia mediterranea a quella dei pascoli: alberi di pero selvatico, olivastro, cespugli di more. Anche i coltivi sono intrisi di naturalità, infatti tra gli  ulivi, i fichi, i carrubi crescono maestosi corbezzoli e mirti. Splendide leccete sono la testimonianza di boschi che ricoprivano il territorio senza soluzione di continuità.

Preparazione richiesta al cavaliere:

Principiante:1 out of 5 stars
  • Partenza
    Lecce
  • Incluso
    Accompagnatore esperto
    Cavallo
    Degustazione prodotti
  • Non incluso
    Assicurazione infortuni
    Soggiorno in agriturismo
    Trasferimento dei bagagli
    Tessera Associativa
    Tessera Di Soggiorno
    Servizio transfer
1

Primo giorno

Percorrendo gli antichi tratturi che collegano la masseria alla “via del carro” entriamo nella Riserva Naturale “Le Cesine”. Qui costeggiando il canale “Campolitrano”, la cui costruzione risale alla bonifica degli anni 50, si procede all’ombra di maestosi pini e monumentali alberi “della carta” (pioppi bianchi). E’ possibile fermarsi a visitare “l’orto salentino” per giungere poi ad un altra antica masseria, con torre cinquecentesca che si trovava un tempo nella strada che da Acaya portava al mare. Qui si può sostare nell’agrumeto della masseria per una breve sosta di bivacco. Fonti storiche scritte ci testimoniano che in quest’area veniva coltivato il lino, tenuto a macerare nelle acque palustri. Oggi è sede della riserva, la cui gestione è affidata al WWF. Ora percorrendo un sentiero in pineta si giunge nell’area dei pantani e percorrendo un suggestivo ponte in legno si attraversano i pantani per arrivare in spiaggia. Il litorale è selvaggio, con dune bianche e spiagge variegate di nero dove tra i tronchi e la posidonia spiaggiata ricerca il cibo il piro piro, il piovanello, la pivieressa e il fratino, uccelli acquatici. In questo tratto è possibile vedere anche aironi, fenicotteri, folaghe e anatre. Dopo aver percorso circa 7 km di spiaggia, dove nidifica ancora la tartaruga marina, ci addentriamo percorrendo una stradina sterrata che fiancheggia una neviera e una cripta del 1100, sino a giungere ad una nuova Masseria. Struttura antica, secentesca, fa oggi parte di un resort dove si pratica il turismo sostenibile, tra il golf, gli eventi culturali e la gastronomia. Adiacente vi è uno dei relitti boschivi di lecceta, il “bosco San Pietro” dove faremo la sosta pranzo degustando i raffinati sapori salentini preparati dalla cucina del ristorante presente all’interno della Masseria San Pietro. Durante la pausa pranzo è possibile visitare la cripta di San Pietro, anch’essa del 1100, simile a quella incontrata in precedenza. In quest’area vi era un villaggio di capanne dell’Età del Bronzo. Nuovamente in sella percorriamo i sentieri, tra i green e i laghetti, contornati da macchia mediterranea. Lasciandoci alle spalle questo luogo arriviamo al borgo cinquecentesco fortificato di Acaya. Oltrepassando la porta urbica, “porta Terra”, sulla sinistra si ammira l’imponente castello costruito da Giangiacomo di Acaya dove è possibile sostare all’ombra di maestosi alberi di pino e prendere un caffè o visitare il castello. All’interno del castello è allestita una mostra archeologica sul sito di Roca Vecchia dal titolo: “Roca nel Mediterraneo”. La mostra si sviluppa attorno ai temi delle relazioni umane e degli scambi commerciali e culturali che dai tempi più remoti hanno avuto come teatro d’azione il mare in mezzo alle terre. Nella mostra si possono ammirare i reperti archeologici di Roca. Il sito archeologico di Roca rientra in un altro affascinante e suggestivo trekking a cavallo trattato nella guida escursionistica della Masseria. Dopo 1 km da Acaya si rientra in masseria, ammirando sulla destra una grotta dove al tempo di guerra gli abitanti di Acaya trovavano riparo con i cavalli e i carri.
2

Secondo giorno

Il secondo giorno, dopo aver fatto colazione con i prodotti biologici drlls masseria, partiamo per la giornata a cavallo. Percorrendo sentieri tra  muri a secco che delimitano campi coltivati a foraggio, a grano a olivi, è possibile osservare una moltitudine di animali selvatici. In primavera/estate numerosi rettili tra cui il ramarro e lo splendido colubro leopardino, uccelli come cicogne, gru e albanelle. In inverno rapaci tra cui la bellissima aquila minore, volpi, e pavoncelle. Si attraversano acquitrini, realizzati dall’uomo per l’abbeveraggio degli animali domestici e per la caccia. Attraversato il bosco “Zundrano”, uno dei relitti vegetazionali di lecceta, è possibile osservare le tane del tasso. Attraversando un sentiero, delimitato da alberi secolari di carrubo si entra nell’area dei maestosi e affascinanti ulivi di Visciglito. Si narra che Ottaviano Augusto, al ritorno dell’Albania per la morte dello zio, sbarcò a Roca e si accampò in un feudo, tra Roca e Lupiae (Lecce), chiamato Visciglito. Qui nei secoli successivi fu costruito un convento, un frantoio ipogeo, una cappella e una masseria. Di tutto ciò oggi restano le rovine, conosciute localmente col nome di Masseria “Visciglito”, Masseria “Gesuini” o “Gesuiti”, convento di “Visciglito”. Sono presenti bellissime “carraie”, solchi scavati dalle ruote metalliche dei carri. Continuiamo la nostra passeggiata a cavallo tra gli ulivi, ammirando vasche scavate nella pietra per la raccolta dell’acqua piovana, aie dove si estraeva il grano dalle spighe usando il calpestio dei cavalli. Percorrendo un sentiero stretto tra piante di macchia mediterranea arriviamo a Masseria “Il Bello”, costruita nel 1800, caratterizzata da meravigliosi muri a secco, alti e imponenti che delimitano un apiario in pietra. Sul sentiero del ritorno affianchiamo una delle manifestazioni più grandiose della maestria degli architetti contadini del Salento. Si tratta di una costruzione a base circolare costruito con la tecnica del muro a secco,  “furnieddru” o “pagghiaro”, di dimensioni ben più grandi di quelli che si trovano in tutta l’area del Salento. Proprio per le sue dimensioni imponenti è conosciuto con il nome di “pagghiarone”.  Fu costruito nel 1821, all’interno vi è un enorme camino, caratteristica che lo contraddistingue dagli altri utilizzati come depositi per le attrezzature contadine. Si narra che le donne salentine durante il periodo di raccolta delle olive lo utilizzassero come dimora. Tra l’arte barocca di lecce, a due passi dal borgo fortificato di Acaya e le bianche dune della riserva naturale Le Cesine, nel verde degli ulivi secolari e dei boschi, è sita la nostra masseria, luogo perfetto per scoprire il Salento a cavallo. La Masseria risale a inizio ‘600 e sorge su di un’altura rocciosa. Attorno il paesaggio è veramente suggestivo, per l’alternanza di campi, siepi, stagni e boschetti. Nella masseria i cavalli sono gestiti in modo naturale, tenuti all’aperto, in semilibertà e in branco a tutto vantaggio del loro benessere psico-fisico.

× Hai bisogno di assistenza?